Settimana dominata dalla giurisprudenza paesaggistica, con un filo conduttore comune: la disciplina dei tempi e dei poteri della Soprintendenza. Il Consiglio di Stato esclude che il parere possa limitarsi a una porzione dell’edificio abusivo e chiarisce che la «pergola» fotovoltaica non è manutenzione ordinaria; i TAR precisano quando si forma il silenzio-assenso sul parere paesaggistico e quando no, e che l’invasione di una specie aliena non fa venir meno il vincolo sul bosco. Sul versante dei beni culturali, il Ministero approva il piano «Grandi Progetti Beni culturali» 2025-2027 e acquista opere di Balla e Sironi per due musei romani; in archeologia, l’operazione «Eridanos» contro una rete di tombaroli nel Nord-Est. Dagli Stati Uniti, la prima prova giudiziaria dell’HEAR Act riformato contro un giudicato già formato.
Diritto dell’arte
Italia
Grandi Progetti Beni culturali 2025-2027: approvato il piano strategico
Il 19 ottobre il Ministero della cultura ha reso noto il decreto interministeriale MiC-MEF 30 settembre 2026, n. 368, che approva il Piano strategico «Grandi Progetti Beni culturali» per le annualità 2025-2027, ai sensi dell’art. 7, comma 1, del d.l. 83/2014 (conv. dalla l. 106/2014). Il programma vale circa 264,5 milioni di euro, ripartiti fra residui 2025 e competenze 2026 e 2027, e destina la quota maggiore (circa 190 milioni) a interventi di tutela; fra le voci più rilevanti, il Real Sito di Carditello. Il decreto, adottato previo parere del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici e intesa in Conferenza unificata, è stato trasmesso agli organi di controllo. Si segnala che la pagina ministeriale indica nel titolo il n. 369, mentre il provvedimento firmato reca il n. 368.
Casa Balla e Museo Sironi: lo Stato acquista per oltre 2,6 milioni
Con comunicato del 12 ottobre 2026 il Ministero ha annunciato tre atti di compravendita, finanziati dal bilancio autonomo della Direzione Musei nazionali della città di Roma (Pantheon e Castel Sant’Angelo): 45 elementi per Casa Balla, fra cui undici componenti della «Stanza gialla e verde» e gli arredi dello «Studiolo Rosso», e 30 opere di Mario Sironi che costituiranno il primo nucleo di proprietà statale del nuovo museo dedicato all’artista, affiancate da oltre novanta opere in comodato gratuito. Si tratta di acquisti negoziali, non dell’esercizio della prelazione (artt. 60 ss. del Codice dei beni culturali e del paesaggio, d.lgs. 42/2004) né dell’acquisto coattivo all’esportazione (art. 70): gli atti sono sottoscritti, ma il perfezionamento è subordinato al vaglio degli organi di controllo.
Leggi-monumento: pareri favorevoli su Treviso e Marcinelle-Manoppello
Prosegue alla Camera l’esame delle proposte di dichiarazione di monumento nazionale. Sulla p.d.l. C. 2914 (sistema bastionato di Treviso), nel testo modificato il 7 ottobre con la clausola secondo cui la dichiarazione non costituisce verifica o dichiarazione dell’interesse culturale ai sensi degli artt. 12 e 13 del Codice, hanno espresso parere favorevole la I Commissione (13 ottobre) e la VI Commissione (14 ottobre). Parere favorevole della I Commissione anche sulla p.d.l. C. 3069, già approvata dal Senato (Marcinelle-Manoppello). Entrambe tornano ora alla VII Commissione per il mandato al relatore. La legge su Palazzo Fortunato (C. 2239), approvata definitivamente il 7 ottobre, non risulta ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Unione europea e Paesi OCSE
Stati Uniti: il Norton Simon Museum oppone il giudicato all’HEAR Act riformato
Il 14 ottobre il Norton Simon Museum di Pasadena e due fondazioni collegate hanno promosso davanti alla U.S. District Court for the Central District of California (causa n. 2:26-cv-11995) un’azione contro la Jewish Federation-Council of Greater Los Angeles, cessionaria dei diritti di Marei von Saher, erede del mercante Jacques Goudstikker, sul dittico Adamo ed Eva di Lucas Cranach il Vecchio (Art in Context, 17 ottobre 2026). Il museo chiede un’ingiunzione, ai sensi dell’All Writs Act e della «relitigation exception» dell’Anti-Injunction Act, per impedire la nuova azione di rivendica proposta in sede statale il 14 settembre e trasferita il 15 ottobre alla corte federale (n. 2:26-cv-12023): la sentenza del 2016, confermata dal Nono Circuito nel 2018 sulla base della dottrina dell’act of state, avrebbe definitivamente accertato la proprietà della Fondazione. La controparte invoca la Public Law 119-82 del 13 aprile 2026, che ha modificato l’Holocaust Expropriated Art Recovery Act eliminando il termine finale e precludendo, fra le altre, l’eccezione di act of state, con espresso richiamo al caso Von Saher; la legge non menziona però il giudicato. È il primo banco di prova sul rapporto fra la riforma e le decisioni già passate in giudicato.
Diritto del paesaggio
Italia
Condono in area vincolata: il parere della Soprintendenza riguarda l’intero edificio
Con Consiglio di Stato, Sez. VII, sentenza 12 ottobre 2026, n. 7471, relativa a un fabbricato a Castellabate, il Collegio ha confermato il diniego di condono (l. 724/1994) chiesto per il solo piano seminterrato di un edificio integralmente difforme dalla concessione del 1984. Quando la variante non assentita rende abusivo l’intero immobile, la valutazione di compatibilità paesaggistica deve investire il fabbricato nel suo complesso: diversamente si ammetterebbe un frazionamento della domanda di sanatoria e un giudizio parziale della Soprintendenza. Ai fini dell’art. 10-bis della l. 241/1990 è sufficiente una motivazione complessiva sul rigetto delle osservazioni, senza confutazione analitica di ciascuna.
«Pergola» fotovoltaica: il manufatto di sostegno è nuova costruzione
Il Consiglio di Stato, Sez. IV, con sentenza 16 ottobre 2026, n. 7584, ha confermato il diniego di sanatoria e l’ordine di demolizione di una tettoia metallica di oltre 30 mq, su dodici pali e platea in cemento armato, realizzata a Scandicci in area vincolata ex art. 136 del Codice. La qualificazione come manutenzione ordinaria introdotta dall’art. 9 del d.l. 17/2022 (art. 7-bis, comma 5, d.lgs. 28/2011) riguarda l’installazione dei pannelli su edifici o strutture esistenti e legittimi, non la realizzazione ad hoc della struttura che li sostiene. Questa resta soggetta all’autorizzazione dell’art. 146, né può invocarsi la voce A.6 del d.P.R. 31/2017; e l’autorizzazione rilasciata per un progetto non copre un’opera diversa, anche se di minore altezza.
PTPR Lazio: la salvezza dei piani attuativi guarda all’approvazione definitiva
Con sentenza 16 ottobre 2026, n. 7577, la Sez. IV ha ritenuto legittimo il diniego del nulla osta dell’Ente Parco dei Castelli Romani per una bifamiliare a Velletri, in area classificata dal Piano territoriale paesistico regionale come «paesaggio naturale di continuità». La clausola di salvezza dell’art. 63, comma 4, del PTPR opera solo per gli strumenti attuativi approvati nella finestra temporale da essa indicata, e rileva il momento dell’approvazione definitiva — nella specie, la convenzione di lottizzazione del 2009 — non la mera adozione consiliare del 2000. Il divieto di nuove costruzioni dell’art. 24 del PTPR fonda dunque il diniego.
Parere tardivo nel condono: resta rilevante, e il termine è di 180 giorni
Il TAR Marche, Sez. I, con sentenza 14 ottobre 2026, n. 1133, ha respinto il ricorso contro il diniego, nel 2021, del condono di un capanno sulla spiaggia di Portonovo. L’art. 146, comma 5, del Codice non rende «non vincolante» il parere reso dalla Soprintendenza oltre il termine, ma consente soltanto all’autorità procedente di provvedere anche in sua assenza; nel condono, peraltro, si applica il termine di centottanta giorni dell’art. 32 della l. 47/1985, non quello di quarantacinque giorni dell’art. 146. Il TAR ribadisce inoltre che l’abrogazione della legge Galasso non ha travolto i decreti di vincolo adottati sulla sua base.
Silenzio-assenso e autorizzazione paesaggistica: decisioni «monostrutturate» escluse
Con sentenza 16 ottobre 2026, n. 1244, il TAR Puglia, Lecce, Sez. I, relativamente a un impianto fotovoltaico in procedura abilitativa semplificata a Minervino di Lecce, ha escluso la formazione del silenzio-assenso ex art. 17-bis della l. 241/1990 quando il Comune si limita a trasmettere l’istanza all’autorità paesaggistica, che resta l’unica decidente: l’istituto opera solo nelle decisioni «pluristrutturate», in cui l’amministrazione procedente sottopone uno schema di provvedimento. Nel rapporto con il privato resta ferma l’esclusione del silenzio-assenso per gli interessi sensibili (art. 20, comma 4). Il TAR distingue il caso dalla questione rimessa all’Adunanza plenaria con l’ordinanza n. 4354/2026, ancora pendente, e dichiara irricevibile l’impugnazione tardiva del diniego, atto autonomamente lesivo.
Sanatoria «Salva Casa»: la Soprintendenza non può dichiarare improcedibile la richiesta di parere
Il TAR Sicilia, Catania, Sez. II, con sentenza 16 ottobre 2026, n. 2712, ha annullato la dichiarazione di «improcedibilità» con cui la Soprintendenza di Siracusa aveva chiuso, per carenze documentali, la richiesta di parere in un procedimento di accertamento di conformità ex art. 36-bis del d.P.R. 380/2001. Il parere previsto dal comma 4 della norma va reso nel termine perentorio di novanta giorni, decorso il quale si forma il silenzio-assenso; il termine può essere sospeso una sola volta, per non più di trenta giorni, con richieste istruttorie puntuali. Scaduto il termine, alla Soprintendenza resta soltanto l’annullamento d’ufficio dell’assenso tacito ai sensi dell’art. 21-nonies della l. 241/1990.
Bosco invaso dall’ailanto: il vincolo non viene meno automaticamente
Con la coeva sentenza n. 2713/2026, la stessa Sezione ha respinto la domanda di declassificazione di un’area boscata a Viagrande, vincolata ex art. 142, comma 1, lett. g), del Codice, fondata sull’invasione dell’Ailanthus altissima, specie esotica invasiva di rilevanza unionale ai sensi del reg. (UE) 1143/2014. La presenza della specie alloctona o il degrado della vegetazione non fanno venir meno ex lege la qualifica di bosco: l’esclusione prevista dall’art. 5 del d.lgs. 34/2018 presuppone un formale piano di eradicazione, e le aree temporaneamente prive di copertura restano bosco (art. 4, comma 4). In assenza di tali presupposti il diniego è atto vincolato.
Conversione del decreto-legge «ambiente»: avviato l’esame alla Camera
Il 14 ottobre la VIII Commissione della Camera ha avviato in sede referente l’esame dell’A.C. 3133, di conversione del d.l. 8 ottobre 2026, n. 177, che fa confluire l’autorizzazione paesaggistica nel concerto del Ministero della cultura sul provvedimento di VIA statale quando la relazione paesaggistica consente una valutazione positiva. Il 13 ottobre è stato pubblicato il dossier del Servizio Studi. La fase emendativa, decisiva per verificare se il perimetro della norma resterà limitato alla VIA statale, è ancora da aprire.
Unione europea e Paesi OCSE
Australia: annullata per vizio procedurale la tutela del paesaggio culturale aborigeno a McPhillamys
Il 14 ottobre la Federal Court of Australia ha accolto il ricorso di Regis Resources contro la dichiarazione adottata nel 2024 dalla Ministra dell’ambiente ai sensi della s. 10 dell’Aboriginal and Torres Strait Islander Heritage Protection Act 1984, che vietava di collocare il bacino di sterili di una miniera d’oro nel Nuovo Galles del Sud in un’area legata a narrazioni del Dreaming (comunicato della società all’ASX, 14 ottobre 2026; motivazioni riportate da ABC News, 19 ottobre 2026). Una narrazione emersa dopo la relazione istruttoria era stata trattata come parte del materiale già acquisito anziché come nuova istanza, privando il pubblico del contraddittorio e la Ministra di una relazione su quel punto. Il merito della tutela non è deciso: l’istanza tornerà al Ministro competente. La decisione conferma la centralità delle garanzie procedimentali nella protezione dei paesaggi culturali.
Diritto dei beni archeologici
Italia
Operazione «Eridanos»: oltre 1.200 reperti sequestrati a una rete di tombaroli
Il 14 ottobre è stata resa nota l’operazione «Eridanos», coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona e condotta dal Nucleo Carabinieri TPC di Roma con i Nuclei di Venezia, Udine, Monza e Bologna: otto decreti di perquisizione nei confronti di otto indagati fra Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna (JournalCHC, 14 ottobre 2026). Le ipotesi di reato sono furto e ricettazione di beni culturali (artt. 518-bis e 518-quater c.p.) e ricerche archeologiche non autorizzate (art. 175 del Codice): scavi notturni con metal detector su campi arati nel Veronese, nel Mantovano e nel Rodigino e vendita, anche online, ad acquirenti italiani e stranieri. Sono stati sequestrati 400 tessere musive romane, 311 monete antiche, una scultura bronzea di Giove e centinaia di altri reperti. Il caso illustra il cumulo fra la contravvenzione del Codice e i delitti del Titolo VIII-bis, che presuppongono l’appartenenza allo Stato dei beni rinvenuti nel sottosuolo (art. 91). Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari.
Una proposta di legge per il Parco archeologico di Tuscolo
Il 12 ottobre è stata presentata alla Camera la p.d.l. C. 3138, «Istituzione del Parco archeologico culturale di Tuscolo», relativa all’area dell’antica città sui Colli Albani. Il testo non è ancora disponibile e la proposta è in attesa di assegnazione: sarà da verificare il rapporto con il modello dei parchi archeologici dotati di autonomia previsto dal Codice (art. 101) e dall’organizzazione del Ministero.
Unione europea e Paesi OCSE
Israele restituisce alla Grecia 22 reperti esportati illecitamente
Il 13 ottobre, al Museo Archeologico Nazionale di Atene, l’Israel Antiquities Authority ha consegnato alla Ministra greca della cultura 22 reperti databili fra il 700 e il 320 a.C. circa — fra cui una statuetta femminile in bronzo, lekythoi, anfore e coppe dipinte — recuperati nel corso di indagini israeliane sul commercio illecito di antichità (The Times of Israel, 13 ottobre 2026). È la prima restituzione da Israele alla Grecia; le fonti non indicano la base giuridica né le circostanze dell’esportazione. Il caso conferma il peso della cooperazione fra autorità di polizia e di tutela nei rapporti con Stati estranei al sistema della direttiva 2014/60/UE.
Prospettive
La giurisprudenza della settimana disegna con nettezza i confini del potere paesaggistico: termini perentori e silenzio-assenso dove la legge li prevede (art. 36-bis del testo unico edilizia), esclusione del silenzio dove l’autorità paesaggistica è l’unica decidente, valutazione unitaria dell’edificio abusivo, interpretazione restrittiva delle semplificazioni per il fotovoltaico. Resta sullo sfondo l’attesa per l’Adunanza plenaria sulla questione rimessa con l’ordinanza n. 4354/2026, che più pronunce hanno qualificato come non pacifica. In Parlamento, la conversione del d.l. 177/2026 e il consolidarsi della formula che priva le leggi-monumento di effetti di vincolo meritano attenzione nelle prossime settimane, così come l’annunciata calendarizzazione in Senato, a fine mese, del disegno di legge sulla ridenominazione dell’Archivio centrale dello Stato. Sul piano internazionale, il contenzioso Norton Simon dirà se la riforma dell’HEAR Act possa scalfire il giudicato; a Londra, la proposta di un’esposizione alternata dei marmi del Partenone avanzata il 15 ottobre dal presidente del British Museum resta, per ora, nel perimetro del British Museum Act 1963 e non ha incontrato l’adesione greca.
