Beni culturali, arte e paesaggio: le novità della settimana (5 – 12 ottobre 2026)

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La settimana porta in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge «ambiente» annunciato dal Consiglio dei ministri del 2 ottobre: il testo pubblicato è più circoscritto di quanto lasciasse intendere il comunicato, e incide sul solo provvedimento unico ambientale statale. Ampia e coerente la produzione del Consiglio di Stato in materia paesaggistica: termini per le integrazioni della Soprintendenza, natura del silenzio nel condono, annullamento d’ufficio di autorizzazioni ottenute con una falsa rappresentazione dei luoghi. Sul versante dei beni culturali, il Ministero esercita la prelazione su un complesso monumentale napoletano aggiudicato all’asta e il Parlamento conferma la natura puramente onorifica delle leggi-monumento. In archeologia, la restituzione volontaria della Pisside di Centuripe da Amsterdam alla Sicilia.

Diritto dell’arte

Italia

Napoli, complesso della Conocchia: il Ministero esercita la prelazione su un bene venduto all’asta

Con decreto del Direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio, su istruttoria della Soprintendenza per il Comune di Napoli, il Ministero della cultura ha esercitato la prelazione sul complesso della Conocchia (ex convitto Pontano), aggiudicato a una società privata in un’asta giudiziaria (comunicato MiC del 6 ottobre 2026). L’immobile è vincolato con decreto del 22 aprile 1995, che ne ha riconosciuto l’interesse storico-artistico particolarmente importante, e lo Stato lo acquisisce al medesimo prezzo di aggiudicazione. Il caso conferma che la prelazione degli artt. 60 ss. del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004) opera anche sulle vendite forzate in sede esecutiva, con la conseguenza che l’aggiudicatario resta esposto alla sostituzione pubblica fino alla scadenza del termine. Il comunicato annuncia un’intesa con Comune e Regione Campania sulle destinazioni d’uso compatibili; numero e data del decreto non sono stati resi noti.

Palazzo Fortunato monumento nazionale: approvazione definitiva

Il 7 ottobre la VII Commissione della Camera, in sede legislativa, ha approvato in via definitiva la p.d.l. C. 2239, già approvata dal Senato, che dichiara monumento nazionale Palazzo Fortunato a Rionero in Vulture, dimora settecentesca sede della Fondazione Giustino Fortunato, della biblioteca di famiglia e di un museo (Bollettino delle Giunte e Commissioni, 7 ottobre 2026, VII Commissione). Il testo, composto dalla dichiarazione e dalla clausola di invarianza finanziaria, coincide con quello del Senato: si attendono promulgazione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Leggi-monumento: la qualifica onorifica non vale come vincolo

Nella stessa seduta la Commissione, in sede referente sulla p.d.l. C. 2914 (sistema bastionato di Treviso), ha approvato un emendamento all’art. 1, comma 2, che sostituisce la previsione sugli effetti della dichiarazione con la formula secondo cui essa «non costituisce verifica o dichiarazione dell’interesse culturale» ai sensi degli artt. 12 e 13 del Codice (Bollettino, 7 ottobre 2026); respinta invece la proposta di perimetrazione catastale del bene. La clausola, già presente nei testi sui teatri (A.S. 821-B) e su Marcinelle-Manoppello (C. 3069, per la quale non sono stati presentati emendamenti), si consolida come formula standard: la legge-monumento attribuisce un riconoscimento simbolico, ma non attiva il regime di tutela della Parte II del Codice, che resta affidato al procedimento amministrativo.

Spazi per neonati nei luoghi della cultura: conclusa la fase in commissione

Il 7 ottobre le Commissioni riunite 7ª e 10ª del Senato, in sede redigente, hanno concluso l’esame dell’A.S. 1997, già approvato dalla Camera, che prevede spazi dedicati all’allattamento e alla cura dei neonati negli istituti e luoghi della cultura. L’articolo unico è stato approvato senza modifiche e un emendamento è stato trasformato in ordine del giorno accolto dal Governo. Poiché il testo coincide con quello della Camera, il voto finale dell’Aula renderebbe la legge definitiva, con nuovi obblighi organizzativi per musei e luoghi della cultura in tema di fruizione (art. 101 del Codice).

La lettera di Alfonso I d’Este ad Ariosto torna all’Archivio di Stato di Massa

Il 9 ottobre è stata formalmente riconsegnata all’Archivio di Stato di Massa una lettera del 31 gennaio 1524 di Alfonso I d’Este a Ludovico Ariosto, sottratta al patrimonio statale, passata in asta nel 1973 e poi donata alla Morgan Library di New York (ANSA, 9 ottobre 2026). Il recupero, frutto della cooperazione fra Carabinieri TPC e autorità statunitensi, rientra nei 337 beni rimpatriati dagli Stati Uniti nell’aprile scorso. La vicenda ricorda che i documenti degli archivi statali appartengono al demanio culturale (artt. 53 e 54 del Codice): inalienabili, non possono essere acquistati validamente da terzi, quale che sia il numero dei passaggi successivi.

Unione europea e Paesi OCSE

Nella settimana non risultano atti dell’Unione, pronunce della Corte di giustizia o sviluppi normativi di rilievo nei Paesi OCSE in materia di circolazione delle opere d’arte e restituzioni.

Diritto del paesaggio

Italia

Decreto-legge n. 177/2026: autorizzazione paesaggistica e provvedimento unico ambientale

È stato pubblicato il D.L. 8 ottobre 2026, n. 177 (GU n. 234 dell’8 ottobre 2026, in vigore dal 9 ottobre), «Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche». Il testo è più circoscritto del comunicato del Consiglio dei ministri: l’art. 1, comma 1, lett. c), integra l’art. 27, comma 2, lett. d), del d.lgs. 152/2006 facendo salvo quanto previsto dall’art. 25, comma 2-quinquies, a norma del quale il concerto del direttore generale del Ministero della cultura sul provvedimento di VIA statale «comprende» l’autorizzazione dell’art. 146 del Codice quando la relazione paesaggistica consente una valutazione positiva. In tal caso l’autorizzazione non va acquisita di nuovo come titolo separato nel provvedimento unico; il PAUR regionale (art. 27-bis) non è toccato. Le verifiche di assoggettabilità a VIA dei progetti PNRR-PNIEC passano alla Commissione tecnica PNRR-PNIEC. Il disegno di legge di conversione (A.C. 3133) è stato assegnato il 9 ottobre.

Impianti di telecomunicazione in area vincolata: le integrazioni tardive non fondano il dissenso

Con Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza 7 ottobre 2026, n. 7362, relativa a una torre di telefonia a Cerveteri, il Collegio ha chiarito che la Soprintendenza può chiedere integrazioni documentali solo entro il termine perentorio di quindici giorni dell’art. 14-bis, comma 2, lett. b), della legge 241/1990, richiamato dall’art. 44 del d.lgs. 259/2003. Scaduto il termine, il dissenso non può fondarsi sull’incompletezza della documentazione, né il preavviso di rigetto riapre la fase istruttoria. Il diniego paesaggistico deve indicare in concreto il contrasto con i valori tutelati e bilanciarli con l’interesse ai servizi di comunicazione elettronica; un regolamento comunale non può configurare un elenco chiuso di siti idonei.

Accertamento di compatibilità: la «tombatura» non equivale a demolizione

Il Consiglio di Stato, Sez. VII, con sentenza 9 ottobre 2026, n. 7442, ha confermato il diniego di sanatoria paesaggistica per opere nella fascia di rispetto fluviale (art. 142, comma 1, lett. c, del Codice) a Buonabitacolo. Il termine di dieci giorni per le osservazioni ex art. 10-bis della legge 241/1990 decorre dalla loro effettiva protocollazione presso la Soprintendenza, sicché il parere successivo resta tempestivo e vincolante; la Sezione non ha ritenuto di sospendere il giudizio in attesa della decisione dell’Adunanza plenaria sulla questione rimessa con l’ordinanza n. 4354/2026. Nel merito, il riempimento di un seminterrato è reversibile e non elimina il volume; né le regole urbanistiche che escludono dal computo i volumi interrati possono ampliare le ipotesi tassative dell’art. 167, comma 4.

Condono in area vincolata: il silenzio della Soprintendenza non è un diniego

Con sentenza 9 ottobre 2026, n. 7444, la stessa Sez. VII ha precisato, in un giudizio relativo al Comune di Ascea, che il «silenzio-rifiuto» dell’autorità preposta al vincolo previsto dall’art. 32 della legge 47/1985 dopo centottanta giorni non è un provvedimento negativo tacito, ma un inadempimento all’obbligo di provvedere, contestabile con il rito degli artt. 31 e 117 c.p.a. Il potere non si consuma: la Soprintendenza può pronunciarsi anche tardivamente, persino in senso favorevole, e il Comune può legittimamente conformarsi al parere tardivo.

Annullamento d’ufficio dell’autorizzazione ottenuta rappresentando una zona diversa

Il Consiglio di Stato, Sez. VII, con sentenza 8 ottobre 2026, n. 7395, ha ritenuto legittimo l’annullamento d’ufficio, disposto nel 2019, di un’autorizzazione paesaggistica e di una DIA del 2014 relative a un intervento sul lungolago di Bolsena, ottenute indicando l’area come zona agricola anziché come zona di tutela integrale del piano paesistico. La falsa rappresentazione, decisiva per il rilascio, giustifica l’intervento in autotutela anche oltre i termini ordinari; in caso di discordanza prevale la relazione tecnica sugli elaborati grafici. In zona di tutela integrale la deroga per le aziende agricole presuppone la stretta funzionalità agricola e la previa presentazione del piano di utilizzazione aziendale e dello studio di inserimento paesistico, che non possono essere prodotti a posteriori.

Sardegna, aree non idonee: l’inidoneità non è un divieto

Con sentenza 8 ottobre 2026, n. 1187, il TAR Sardegna, Sez. II, ha annullato la dichiarazione di improcedibilità della verifica di assoggettabilità a VIA di un impianto agrivoltaico a Ottana, motivata soltanto con la ricaduta in area «non idonea» ai sensi della l.r. 20/2024. Richiamando la sentenza della Corte costituzionale n. 184/2025, il TAR ribadisce che l’inidoneità preclude solo le procedure semplificate e non si traduce in un divieto assoluto: la Regione deve riattivare il procedimento e valutare in concreto il progetto. Nello stesso senso, in pari data, la sentenza n. 1191/2026 su un impianto fotovoltaico a Porto Torres.

Piscine nelle aree contigue al Parco della Maremma: niente prescrizioni «standard»

Il TAR Toscana, Sez. III, con sentenza 7 ottobre 2026, n. 1877, ha annullato in parte le prescrizioni imposte dalla Soprintendenza a una piscina a Magliano in Toscana. I limiti dimensionali e di materiali fissati dal PIT valgono all’interno del Parco, non nelle aree contigue: qui la Soprintendenza può imporre prescrizioni solo all’esito di una valutazione discrezionale motivata sul contesto specifico. Dimensioni e caratteristiche replicate in modo seriale, senza istruttoria, sono illegittime, e il vizio si trasmette all’autorizzazione comunale che le recepisce.

Centro storico di Roma: il Consiglio di Stato chiede al Ministero come funzionano i controlli paesaggistici

Con ordinanza collegiale 6 ottobre 2026, n. 7356, relativa a Palazzo Bracci, il Consiglio di Stato, Sez. VII, ha assegnato al Ministero della cultura novanta giorni per una relazione sulla prassi di controllo paesaggistico nel centro storico di Roma, sito UNESCO. La questione — di «portata generale», sottolinea la Sezione — è se sia sufficiente il parere consultivo previsto dall’art. 24 delle norme tecniche del PRG e dal Protocollo d’intesa del 2009, o se occorra l’autorizzazione ex art. 146 del Codice, alla luce delle misure di salvaguardia del PTPR adottato e dell’art. 44, comma 19, del PTPR approvato nel 2021. L’esito potrà incidere su un numero rilevante di interventi nella Città storica.

Unione europea e Paesi OCSE

Nella settimana non risultano atti dell’Unione, pronunce della Corte di giustizia o della Corte europea dei diritti dell’uomo, né sviluppi di rilievo negli ordinamenti dei Paesi OCSE in materia di paesaggio.

Diritto dei beni archeologici

Italia

Nella settimana non risultano provvedimenti normativi, circolari ministeriali o pronunce di rilievo in materia di archeologia preventiva, scoperte e scavi.

Unione europea e Paesi OCSE

Paesi Bassi: l’Allard Pierson restituisce la Pisside di Centuripe alla Sicilia

Il 7 ottobre l’Università di Amsterdam ha consegnato alla Regione Siciliana, alla presenza del Comando Carabinieri TPC, una pisside policroma di produzione centuripina del III secolo a.C., acquistata dall’Allard Pierson Museum nel 1997 al TEFAF di Maastricht con una provenienza dichiarata da «collezione privata svizzera ante 1970», ma priva di documenti e di licenza di esportazione (comunicato dell’Università di Amsterdam). La ricerca di provenienza ha individuato nell’archivio fotografico di un’associazione siciliana un rullino che ritrae il vaso appena scavato, databile al 1979 grazie ad altre fotografie dello stesso rullino: uno scavo clandestino e un’esportazione illecita successivi alla soglia del 1970. In mancanza di un obbligo giuridico — i Paesi Bassi hanno ratificato la Convenzione UNESCO del 1970 solo nel 2009, senza effetti retroattivi — la restituzione è volontaria e si accompagna a una collaborazione scientifica di lungo periodo. Il caso conferma come la prova fotografica dello scavo possa supplire all’assenza di un titolo azionabile.

Prospettive

Il decreto-legge n. 177/2026 ridimensiona le attese — e i timori — suscitati dal comunicato del Consiglio dei ministri: l’autorizzazione paesaggistica resta un titolo autonomo, che confluisce nel concerto del Ministero della cultura solo nella VIA statale e solo in presenza di una valutazione positiva. La conversione alla Camera dirà se il perimetro resterà questo. La giurisprudenza della settimana insiste sulla procedimentalizzazione del potere paesaggistico — termini perentori per le integrazioni, silenzio come inadempimento, motivazione in concreto contro le prescrizioni seriali — mentre l’ordinanza sul centro storico di Roma potrebbe aprire una questione di sistema sul rapporto fra pianificazione urbanistica e autorizzazione paesaggistica nei siti UNESCO. Sul fronte dei beni culturali, prelazione su vendite forzate e restituzioni fondate sulla ricerca di provenienza restano gli strumenti decisivi: negli Stati Uniti, il Cultural Property Advisory Committee esaminerà dal 27 ottobre le proposte di proroga degli accordi con Cipro, Guatemala e Perù sulle restrizioni all’importazione di materiale archeologico (Federal Register, 24 settembre 2026).