Questa rassegna copre il periodo compreso tra il 3 e il 10 agosto 2026 e passa in rassegna gli sviluppi normativi, parlamentari e giurisprudenziali in materia di diritto dell’arte, diritto del paesaggio e diritto dei beni archeologici, in Italia e nel panorama internazionale. Come di consueto in questo periodo dell’anno, l’attività istituzionale rallenta con l’approssimarsi della pausa feriale; la settimana è stata tuttavia segnata da un evento di rilievo per il diritto dei beni archeologici, legato alle conseguenze del sisma dei Campi Flegrei.
Diritto dell’arte
Nella settimana di riferimento non risultano, né in Italia né a livello di istituzioni dell’Unione Europea o di altri Paesi OCSE, atti normativi pubblicati, iter parlamentari con passaggi rilevanti o pronunce giurisdizionali depositate che riguardino specificamente il diritto dell’arte inteso in senso stretto (circolazione delle opere, mercato dell’arte, autenticazione e attribuzione, tutela del diritto d’autore su beni culturali). Si tratta di un dato coerente con il consueto rallentamento dell’attività normativa e giudiziaria nel mese di agosto, complice anche la sospensione feriale dei lavori parlamentari ormai alle porte. Non essendo emerse novità autenticamente riconducibili a questa settimana, si preferisce non forzare un quadro che, al momento, non presenta elementi ulteriori rispetto a quanto già dato conto nelle rassegne precedenti.
Diritto del paesaggio
Italia
Anche per il diritto del paesaggio la settimana non ha fatto registrare provvedimenti normativi pubblicati in Gazzetta Ufficiale né pronunce giurisdizionali di rilievo depositate in questi giorni. Merita comunque un aggiornamento lo stato dell’unico dossier parlamentare attualmente aperto in materia.
Iter parlamentare. Resta all’esame della VII Commissione (Cultura) della Camera, in sede referente, la proposta di legge C. 2427 (Mulè, Dalla Chiesa, Tassinari e altri), che modifica il Codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di semplificazione degli interventi sui beni del patrimonio culturale privato, con misure quali il dimezzamento dei termini per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e dell’autorizzazione della Soprintendenza (da 120 a 90 giorni) e l’estensione della SCIA per interventi di manutenzione ordinaria. Il termine per la presentazione degli emendamenti è scaduto il 27 luglio alle ore 12:00 e, per la settimana appena trascorsa, non risultano sedute calendarizzate sul provvedimento, complice l’avvicinarsi della sospensione feriale dei lavori parlamentari. Il dossier resta dunque fermo rispetto alla situazione già segnalata nella rassegna precedente e se ne darà conto non appena constasse un passaggio ulteriore.
Unione Europea e OCSE
Non sono emerse, nel periodo considerato, novità normative o giurisprudenziali di rilievo effettivo a livello di istituzioni dell’Unione Europea o di singoli Stati membri OCSE in materia di diritto del paesaggio.
Diritto dei beni archeologici
Italia
La settimana appena trascorsa è stata la più densa di sviluppi per il diritto dei beni archeologici, per effetto delle conseguenze dello sciame sismico che ha colpito l’area dei Campi Flegrei tra il 31 luglio e il 1° agosto 2026.
Il sisma e i danni al patrimonio storico-culturale. Il 31 luglio 2026, alle 19:46, l’area dei Campi Flegrei è stata interessata da una scossa di magnitudo 4.7 — la più forte mai registrata da quando è monitorata la caldera vulcanica — seguita da uno sciame sismico proseguito nelle ore successive, con centinaia di famiglie sfollate e danni diffusi al patrimonio edilizio di Pozzuoli e dei comuni limitrofi. Il sisma ha colpito anche il patrimonio storico-religioso e archeologico dell’area: la necropoli romana di via Celle, uno dei complessi di maggior pregio della città, ha subìto cedimenti parziali e distacchi di materiale murario lungo la serie di mausolei e colombari; danni sono stati registrati anche alla chiesa di San Raffaele e al campanile della chiesa di San Francesco e Sant’Antonio da Padova, con quattordici edifici di culto dichiarati temporaneamente inagibili. Le principali strutture monumentali dell’area — l’Anfiteatro Flavio e il Castello Aragonese di Baia — non hanno invece subìto danni strutturali di rilievo, anche grazie ai lavori di consolidamento già in corso, e hanno potuto riaprire, sia pure con percorsi di visita limitati.
Sul piano istituzionale, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli si è recato a Pozzuoli il 3 agosto per una ricognizione diretta dei danni all’Anfiteatro Flavio, dichiarando che la situazione del patrimonio archeologico risulta «sotto controllo», pur ribadendo la necessità di un monitoraggio costante. La sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni ha confermato che sono in corso verifiche e sopralluoghi da parte degli uffici del Ministero della Cultura preposti alla tutela, con particolare riguardo alle strutture archeologiche dell’area flegrea. Per la pratica professionale, l’episodio richiama l’attenzione sulla disciplina emergenziale di protezione del patrimonio culturale in caso di calamità naturale, che si articola su un duplice binario: quello amministrativo-operativo, di competenza delle Soprintendenze territorialmente competenti (verifiche di agibilità, messa in sicurezza, eventuali provvedimenti di interdizione all’accesso), e quello del finanziamento straordinario degli interventi di somma urgenza e di ripristino.
Il decreto-legge Campi Flegrei. Su questo secondo versante interviene il decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 7 agosto 2026, in vigore dall’8 agosto), recante «Disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile». Il provvedimento dedica un intero Capo (il Capo II, artt. 12-17) alle «ulteriori misure urgenti per fronteggiare gli effetti dell’evoluzione del fenomeno bradisismico in atto nell’area dei Campi Flegrei», istituendo contributi per l’autonoma sistemazione della popolazione sfollata a seguito degli eventi sismici del 31 luglio e del 1° agosto 2026 (art. 12), misure per la riparazione e la riqualificazione sismica degli edifici residenziali dichiarati inagibili (art. 13), contributi per il ripristino e la riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio dell’area in relazione agli eventi sismici verificatisi fino al maggio 2026 (art. 14), il potenziamento della risposta operativa di protezione civile (art. 16) e il rafforzamento dell’azione del Commissario straordinario per l’area flegrea, anche ai fini del ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di rete strategiche (art. 17). Il decreto non contiene, a una prima lettura, disposizioni specificamente dedicate agli istituti della tutela dei beni culturali (dichiarazione di interesse culturale, vincolo, procedimenti autorizzatori della Soprintendenza), ma costruisce il quadro emergenziale di risorse e poteri commissariali all’interno del quale dovranno essere coordinati, nelle prossime settimane, anche gli interventi di somma urgenza sul patrimonio archeologico e monumentale dell’area, a partire dal Parco archeologico dei Campi Flegrei. Trattandosi di un decreto-legge, il testo dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla pubblicazione, con la possibilità di modifiche in sede di conversione: un iter che i professionisti del settore, in particolare quelli che assistono enti locali ed enti proprietari di immobili vincolati nell’area flegrea, dovranno seguire con attenzione.
Un ritrovamento archeologico in Abruzzo. Su un piano diverso, merita segnalazione l’aggiornamento — diffuso il 9 agosto — sugli scavi condotti a Pineto (Teramo), nell’area interessata dai lavori per il metanodotto Cellino Attanasio–Pineto. La sorveglianza archeologica svolta durante i lavori infrastrutturali ha permesso di riconoscere un articolato complesso produttivo di età romana (I secolo a.C. – I secolo d.C.), riconducibile all’antica Hatria: una grande fornace, verosimilmente utilizzata per la produzione di anfore destinate al trasporto del vino atriano, insieme a strutture murarie di stoccaggio e a reperti (frammenti di anfore, laterizi, una moneta, un amo da pesca in bronzo) che documentano l’attività dei porti minori dell’Adriatico in epoca romana. La direzione scientifica degli scavi è stata assunta dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province dell’Aquila e Teramo, con il coordinamento della funzionaria archeologa Gilda Assenti; il Comune di Pineto ha annunciato l’intenzione di procedere alla tutela e alla futura valorizzazione dell’area. Il caso costituisce un esempio paradigmatico di applicazione della disciplina dell’archeologia preventiva nei cantieri infrastrutturali: ai sensi degli artt. 90 e seguenti del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004), i beni archeologici rinvenuti nel sottosuolo appartengono allo Stato fin dal momento del ritrovamento — non occorrendo, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, un successivo provvedimento dichiarativo dell’interesse culturale — mentre grava sul soggetto attuatore dei lavori l’obbligo di sorveglianza archeologica e di immediata denuncia delle scoperte fortuite alla Soprintendenza competente, con conseguente sospensione, ove necessario, delle attività di scavo nell’area interessata.
Unione Europea e OCSE
Non sono emerse, nel periodo considerato, novità normative o giurisprudenziali di rilievo effettivo a livello di istituzioni dell’Unione Europea o di singoli Stati membri OCSE specificamente riconducibili al diritto dei beni archeologici.
Sintesi e prospettive
La settimana appena trascorsa conferma, per il diritto dell’arte e per il diritto del paesaggio, la fisiologica pausa che accompagna il periodo estivo, con il dossier della riforma del Codice dei beni culturali per la parte relativa al patrimonio privato (proposta C. 2427) fermo in attesa della ripresa dei lavori parlamentari dopo la sospensione feriale. Il diritto dei beni archeologici è stato invece al centro dell’attenzione per le conseguenze del sisma dei Campi Flegrei, che ha imposto un intervento normativo d’urgenza — il decreto-legge n. 144/2026 — destinato a incidere, nelle prossime settimane, sul quadro delle risorse e dei poteri disponibili per la tutela del patrimonio archeologico e monumentale dell’area flegrea, il cui iter di conversione in legge sarà utile monitorare. Accanto a questa vicenda emergenziale, il ritrovamento di Pineto ricorda come l’attività ordinaria di tutela — attraverso la sorveglianza archeologica nei cantieri infrastrutturali — continui a produrre risultati significativi anche nel pieno della stagione estiva.
Rassegna a cura dello Studio Lemme Avvocati Associati. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono parere legale.
