Settimana di assestamento, più povera di decisioni rispetto alle precedenti ma non priva di passaggi significativi. Arriva in Gazzetta Ufficiale la legge che dichiara monumento nazionale Palazzo Fortunato a Rionero in Vulture, mentre il Senato si appresta al voto finale sulla ridenominazione dell’Archivio centrale dello Stato, che tocca l’art. 41 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. In giurisprudenza, il Consiglio di Stato torna sui limiti del terzo condono nelle aree vincolate e il TAR dell’Aquila ricorda che anche lo smontaggio e il rimontaggio di una tenda su un palazzo vincolato richiedono una nuova autorizzazione della Soprintendenza. Sul paesaggio, la conversione del decreto-legge «ambiente» entra nella fase delle audizioni e la candidatura UNESCO della Via Francigena supera la valutazione preliminare. In archeologia, un accordo di formazione italo-africano sul contrasto al traffico illecito e, in Turchia, il sequestro di oltre settemila reperti diretti verso la Grecia.
Diritto dell’arte
Italia
Palazzo Fortunato è monumento nazionale: la legge in Gazzetta
È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 247 del 23 ottobre la legge 13 ottobre 2026, n. 192, «Dichiarazione di monumento nazionale del Palazzo Fortunato in Rionero in Vulture», approvata in via definitiva dalla VII Commissione della Camera in sede legislativa il 7 ottobre (A.C. 2239, già A.S. 983). Il testo si compone di due articoli: la dichiarazione e la clausola di invarianza finanziaria. Entra in vigore il 7 novembre 2026. Come per le altre leggi-monumento, si tratta di un riconoscimento di valore essenzialmente simbolico e onorifico: il regime di tutela resta quello del Codice (d.lgs. 42/2004), fondato sulla verifica o dichiarazione dell’interesse culturale (artt. 12 e 13) e sulle misure di protezione degli artt. 20 ss. Nella stessa sede, il 21 ottobre la VII Commissione ha proseguito l’esame della p.d.l. C. 2545 sul Memoriale di Portella della Ginestra, che a differenza di altri testi contiene anche previsioni su restauro e valorizzazione.
«Archivio nazionale»: la ridenominazione dell’Archivio centrale dello Stato al voto finale
Il disegno di legge A.S. 1804, già approvato dalla Camera l’11 febbraio 2026 (C. 2159), è stato calendarizzato in Assemblea al Senato per la seduta del 27 ottobre, in discussione dalla sede redigente, dopo la conclusione dell’esame in 7ª Commissione il 15 luglio. Il testo modifica il d.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, e l’art. 41 del Codice, che disciplina il versamento agli archivi di Stato e all’Archivio centrale degli atti degli organi statali, sostituendo la denominazione «Archivio centrale dello Stato» con quella di «Archivio nazionale». Se il Senato approverà il testo senza modifiche, la legge sarà definitiva. L’intervento è nominalistico, ma incide su una norma del Codice e sul lessico dell’amministrazione archivistica.
Tenda su un palazzo vincolato: serve una nuova autorizzazione anche per il rimontaggio
Con TAR Abruzzo, L’Aquila, sentenza 19 ottobre 2026, n. 697, il giudice ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la sospensione dei lavori e la diffida a demolire una tenda installata da un bar su un palazzo storico vincolato, perché notificato al solo Comune: la Soprintendenza e il condominio, richiamati nel provvedimento come soggetti la cui autorizzazione mancava, erano controinteressati (art. 41, comma 2, c.p.a.). Nel merito, ad abundantiam, il TAR ha affermato che il nulla osta rilasciato anni prima ai sensi dell’art. 21 del Codice non copre la nuova installazione, neppure se identica: spetta alla sola Soprintendenza valutare l’identità dell’opera ai fini del vincolo, e anche lo smontaggio e il rimontaggio di elementi già autorizzati richiedono un nuovo titolo. La riconducibilità all’edilizia libera (art. 6, comma 1, lett. b-ter, d.P.R. 380/2001) fa salve, per espressa previsione, le prescrizioni del Codice.
Diritto del paesaggio
Italia
Terzo condono in area vincolata: il parere favorevole non rende sanabile l’opera esclusa
Con Consiglio di Stato, sentenza 21 ottobre 2026, n. 7685, il Collegio ha respinto l’appello relativo al diniego del condono (l. 326/2003) di due piccole abitazioni realizzate su area demaniale soggetta a vincolo paesaggistico. Nelle zone vincolate, sia con vincolo assoluto sia con vincolo relativo, il combinato disposto dell’art. 32 della l. 47/1985 e dell’art. 32, comma 27, lett. d), del d.l. 269/2003 consente la sanatoria dei soli abusi minori (restauro, risanamento conservativo, manutenzione straordinaria), con esclusione delle nuove costruzioni e delle opere che creano superfici o volumi. La verifica dell’ammissibilità precede logicamente il giudizio paesaggistico: un parere favorevole della Soprintendenza non può rendere condonabile ciò che la legge esclude. Né vi è disparità di trattamento rispetto alla disciplina degli abusi su aree pubbliche, perché la disponibilità dell’amministrazione a cedere l’area è un requisito ulteriore, non sostitutivo, di quelli del condono.
Decreto-legge «ambiente»: audizioni in VIII Commissione, il 27 ottobre tocca al Ministero della cultura
Prosegue alla Camera l’esame dell’A.C. 3133, di conversione del d.l. 8 ottobre 2026, n. 177. Tra il 20 e il 22 ottobre la VIII Commissione ha svolto un primo ciclo di audizioni informali (fra gli altri ISPRA, ANAC, Confindustria, ANCE, WWF), mentre per il 27 ottobre è annunciata, fra le altre, l’audizione della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero della cultura (agenda dei lavori parlamentari, 26-30 ottobre). È la sede in cui l’amministrazione di tutela potrà esprimersi sulla norma che fa confluire l’autorizzazione paesaggistica dell’art. 146 del Codice nel concerto del Ministero sul provvedimento di VIA statale. Non risultano ancora fissati il termine per gli emendamenti né votazioni; il termine di conversione scade il 7 dicembre.
Via Francigena: parere preliminare positivo di ICOMOS sulla candidatura UNESCO
Con comunicato del 21 ottobre 2026 il Ministero della cultura ha reso noto l’esito positivo della valutazione preliminare di ICOMOS sulla candidatura della «Via Francigena in Italia» alla Lista del Patrimonio Mondiale. La candidatura, sostenuta dal Ministero e dal MAECI e promossa dalla Toscana come capofila insieme a Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, entra ora nella fase di redazione del dossier completo. Il dato ha rilievo giuridico per due ragioni: l’iscrizione impegna lo Stato, ai sensi della Convenzione del 1972, a strumenti di protezione e gestione adeguati; e il Codice impone ai piani paesaggistici di considerare specificamente i siti UNESCO (art. 135, comma 4, lett. d). Per un bene seriale e lineare, esteso su sette Regioni, la sfida sarà il coordinamento fra pianificazioni regionali diverse.
Unione europea e Paesi OCSE
Nessuna novità di rilievo nella settimana: non risultano atti pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione né decisioni della Corte di giustizia nelle materie della rassegna.
Diritto dei beni archeologici
Italia
Italia e Africa: un accordo di formazione contro il traffico illecito di beni culturali
Il Ministero ha reso noto il 20 ottobre (comunicato) l’accordo triennale fra la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e l’École du Patrimoine Africain, nel quadro del Piano Mattei, per la formazione, la ricerca e l’innovazione nella gestione del patrimonio. Il primo corso, «Patrimonio culturale, provenienza e tutela», avviato il 5 ottobre, si rivolge a professionisti di nove Paesi africani e verte su documentazione delle collezioni, ricerca sulla provenienza, digitalizzazione e tracciabilità dei beni, con il contributo del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. Pur non avendo natura normativa, l’iniziativa si inserisce nella strategia di contrasto al traffico illecito che, sul piano interno, poggia sui delitti degli artt. 518-bis ss. c.p. e, su quello internazionale, sulla Convenzione UNESCO del 1970: la ricostruzione della provenienza è il presupposto di ogni azione di restituzione.
Unione europea e Paesi OCSE
Turchia: sequestrati oltre settemila reperti diretti in Grecia e una testa di Zeus a Smirne
Il 21 ottobre il Ministero del commercio turco ha annunciato due sequestri doganali ai valichi di İpsala e Kapıkule, al confine con la Grecia, per complessivi 7.160 beni culturali: 5.935 oggetti (fra cui 5.685 monete, punte di freccia e anelli) occultati in un autoarticolato diretto in Grecia e altre 1.225 monete non dichiarate in un secondo mezzo; il giorno precedente la polizia di Smirne aveva sequestrato una testa marmorea di Zeus di età romana, con il fermo di tre persone (Xinhua, 21 ottobre 2026). Sono in corso indagini delle procure competenti. Il caso interessa direttamente l’Unione: la destinazione dei reperti verso uno Stato membro richiama il divieto di introduzione di beni culturali illecitamente esportati dal Paese di origine posto dall’art. 3, par. 1, del regolamento (UE) 2019/880, nonché, per le categorie più sensibili, il sistema di licenze di importazione e di dichiarazioni dell’importatore gestito, dal 28 giugno 2025, attraverso la piattaforma elettronica ICG.
Prospettive
La settimana entrante si annuncia più densa. Il 27 ottobre il Senato dovrebbe approvare definitivamente la legge sull’Archivio nazionale e la VIII Commissione della Camera ascolterà il Ministero della cultura sul decreto-legge «ambiente», alla vigilia della fase emendativa. Resta pendente la decisione dell’Adunanza plenaria sulla questione rimessa con l’ordinanza n. 4354/2026, relativa al silenzio-assenso sul parere della Soprintendenza nell’accertamento di compatibilità paesaggistica, destinata a incidere su una giurisprudenza ancora divisa. Sul piano internazionale, dal 27 al 29 ottobre si riunisce a Washington il Cultural Property Advisory Committee per la proroga degli accordi bilaterali con Cipro, Guatemala e Perù (avviso nel Federal Register); a Parigi è attesa per il 5 novembre la decisione sul Pissarro conteso fra gli eredi Flavian, Sotheby’s e Mondex; e sui marmi del Partenone il Primo ministro greco ha ribadito il 22 ottobre il rifiuto di qualsiasi soluzione che presupponga il riconoscimento della proprietà del British Museum (Colombia One, 22 ottobre 2026), lasciando la questione nel perimetro del British Museum Act 1963.
